Aspetti filosofici del Systema

 
Nel Systema, la sinergia fra tre componenti concorre a creare un VERO GUERRIERO : Abilità Combattive, Forte Spirito e Corpo Sano. Il corpo deve essere libero da ogni tensione, pieno di resistenza, flessibilità, disinvoltura del movimento e potenziale esplosivo. Lo spirito o stato psicologico deve essere calmo, libero da rabbia, risentimento, autocommiserazione, paura, delusione e orgoglio. Le abilità combattive includono movimenti che siano potenti e precisi, istantanei e efficaci, spontanei, astuti e vari, cioè da vero professionista.

C’è una ragione per la quale l’Arte Marziale Russa è chiamata Systema. Essa è un set completo di concetti e modalità di allenamento che migliorano la vita di chi lo pratica. In questo caso, acquisire le abilità marziali è un modo di migliorare le funzioni di tutti e sette i sistemi fisiologici del corpo e dei tre livelli di abilità umane: quelle fisiche, quelle psicologiche e quelle spirituali.

La chiave del Systema consiste nel principio di non distruzione. L’obbiettivo è far sì che il proprio addestramento o la propria attitudine non danneggino il corpo e la psiche del praticante e dei suoi compagni di allenamento. Il Systema è stato concepito per creare, costruire e rinforzare il corpo, la mente, la propria famiglia o la propria terra.

Il Systema storicamente ha avuto anche un’altro nome: “poznàj siebjà” cioè “conosci te stesso”. Cosa significa esattamente “conoscere sé stessi”? Non si tratta solo di scoprire quali sono le proprie qualità e debolezze; ciò è bene, ma non è sufficiente. L’addestramento nell’Arte Marziale Russa è uno dei metodi più sicuri per scoprire davvero quali sono i propri limiti, per vedere davvero quanto siamo valorosi e quanto siamo deboli. Permette di acquisire la vera forza d’animo, quella che proviene dall’umiltà e dalla sincerità nel ricercare il proprio scopo nella vita.

ll Systema affonda le proprie radici spirituali nel terreno della Chiesa Ortodossa Russa, secondo la quale tutto quello che ci accade nella vita, nel bene e nel male, ha un ultimo scopo, cioè creare le migliori condizioni nelle quali ogni persona possa comprendere sé stessa. Un corretto addestramento nel Systema persegue lo stesso scopo: mettere ogni praticante nella migliore condizione possibile per scoprire il più possibile su sé stessi, rimanendo sempre padrone della situazione. 

Una delle raccomandazioni di Mikhail Rjabko ai principianti è sempre “Siate brave persone, e il resto verrà da sé”. In un semplice ma completo modo, il Systema aiuta a scegliere e seguire il giusto cammino. Se si è in visita a Toronto, sede del RMA Systema Headquarters, ci si può documentare su testi disponibili presso la Chiesa Russa Ortodossa della Santissima Trinità.

Il cuore della chiesa. Vi è un eterno tesoro, nel profondo dell’animo umano: il dono di Dio per una eterna vita di gioia. Questo dono è nascosto nel cuore, il centro della nostra vita spirituale. (Questo link è altamente consigliato da Mikhail Rjabko e Vladimir Vasiliev.

 

Il CRISTIANESIMO ORTODOSSO E IL COMBATTIMENTO

Molti fra quelli che studiano sul serio il Systema e cercano di capirne la base spirituale, a un certo punto si chiedono: ma se il Cristianesimo Ortodosso consiste in pace e amore, come può essere il fondamento di un’arte marziale? Mantenere l’equilibrio tra non violenza e necessità di autodifesa è un problema che ogni essere umano si può trovare a dover risolvere. Perciò, diamogli uno sguardo.

Confrontate un atleta che combatte nel ring e un guerriero che difende la propria terra. Entrambi sono preparati a fare danno ad altri esseri umani, ma che grossa differenza nel giustificare le loro azioni! L’obbiettivo del combattente da ring sarà dimostrare la propria superiorità sugli altri combattenti, che egli è il migliore. Mentre l’obbiettivo del guerriero è salvare la sua famiglia, i suoi amici e la sua terra da morte e disperazione. Il guerriero ha uno scopo nobile, in quei momenti sarà vicino a Dio. Mentre il combattente sarà motivato principalmente dall’orgoglio, il guerriero sarà guidato dall’amore verso ciò che protegge.

Perciò, addestrarsi per essere un vero guerriero non solo è giustificato, ma è necessario. Altrimenti, come si può salvare gli innocenti dal male? Pensiamo al triste evento accaduto a Beslan. Come altrimenti si avrebbe potuto salvare gli ostaggi? Professionisti come soldati e agenti di polizia vengono addestrati, armati e preparati per salvare delle vite. E per far questo devono mettere in gioco le proprie, con umiltà e onore. La Chiesa Ortodossa ci dice che combattere è peccato solo quando vi è orgoglio, aggressività, vendetta, odio, spietatezza e quando le cause siano avidità, vanità, invidia, disperazione e così via. Al contrario, se si tratta di combattere per difendersi, per salvare delle vite, il peccato sarà il non combattere e il lasciare i propri cari feriti o uccisi o la propria terra devastata.

Ci sono molti esempi di guerrieri giusti, sin dalla creazione del mondo. Il primo guerriero conosciuto agli uomini è l’Arcangelo Michele; Dio gli diede la spada, cioè il potere di combattere il male. E con quella spada egli scacciò (senza ucciderli) gli angeli caduti dal Regno di Dio, cioè coloro che disobbedirono a Dio per obbedire solo a sé stessi. Fu necessario fare ciò, affinché il male non potesse vincere. Abbiamo poi gli esempi nel Vecchio Testamento, come Gedeone e Sansone; essi vennero benedetti da Dio nella loro lotta al male. Fino ai giorni nostri, come anche nella Seconda Guerra Mondiale, molte nazioni si trovarono a dover combattere contro il male.

La Parola di Dio, nella Bibbia, ci dice che non c’è sacrificio maggiore di dare via la propria vita per gli altri. Perciò, chiunque si prepari ad essere un vero guerriero, chi si sottopone all’addestramento e impugna un arma, accetta la possibilità di poter sacrificare la propria vita nel nome dell’amore verso gli altri; in sostanza, si prepara a diventare un martire.

La principale qualità che il Systema sviluppa in chi lo pratica è l’umiltà. L’addestramento fa in modo che la persona veda con chiarezza il proprio egoismo e le altre debolezze, fornendo allo stesso tempo gli strumenti per vincerli. Una persona umile devolve la propria vita nella lotta al male che ha nel suo cuore, e chiede a Dio di aiutarlo in questo compito. Come ricompensa per questo duro lavoro, e per l’umiltà che ne è il risultato finale, Dio gli dona pace, gioia e assenza di risentimento, qualunque cosa accada.

Se l’umiltà diventa parte integrante del proprio carattere, non ci sarà più spazio per orgoglio, aggressività, vanità, avidità e invidia. Il nostro spirito sarà sempre con Dio, e si combatterà solo quando è assolutamente necessario, solo per scopi nobili, causando il minimo danno all’avversario, in un una maniera calma, sicura e professionale. Bisogna fare proprio così, altrimenti sarà il male a prevalere. 

 

 

La storia di Ilja Murometz